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Io ne ho viste cose

che voi, umani,

non potreste immaginarvi....

..navi da combattimento

in fiamme,

al largo dei bastioni di Orione,

e ho visto i raggi "b"

balenare nel buio,

vicino alle porte di

Dannoiser...

... e tutti quei momenti

andranno perduti nel tempo

come lacrime nella pioggia.

da "Blade Runner"

io c'ero 


 

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25 dicembre 2003

Questa mattina all'alba ero li.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




permalink | inviato da il 25/12/2003 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

24 dicembre 2003

Da Elsa Morante

Ah, io non chiederei d'essere un gabbiano né un delfino;
mi accontenterei d'essere uno scorfano
- ch'è il pesce più brutto del mare -
pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell'acqua.


BUON NATALE A TUTTI !




permalink | inviato da il 24/12/2003 alle 19:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 dicembre 2003

Diversi, lontani, ma indivisibili.



 


 


 


 


 


 


Chi ci conosce ci riconosce Bj. Buon Natale !




permalink | inviato da il 24/12/2003 alle 15:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

23 dicembre 2003

Una e-mail da Bobo.

Tempo fa scrissi un post "Il respiro di mio padre " sulle impressioni che mi aveva dato la lettura del libro Hammamet. Ho da poco scaricato la posta dopo tanti giorni e ho ricevuta questa:

Caro Amico , navigando, Ti ho incontrato . Mi ha fatto piacere leggere dei commenti
pieni di sincero sentimento, questo significa che sono stato compreso. Grazie per questa bella e non banale opportunità.
Bobo Craxi 
 
Dopo quello di Bj è il piu bel regalo che potessi ricevere e auguro a Bobo e a tutta la sua famiglia un sereno Natale. E spero di riaverlo presto nella nostra comunità.
 




permalink | inviato da il 23/12/2003 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 dicembre 2003

Blu Hole nel Sinai del Sud

Blu Hole è una delle immersioni piu impegnative del Sinai del sud. E’ un grande buco blu del diametro di poco meno di 50 metri, circondato da pareti di roccia sedimentaria tutto intorno come una enorme botte con tre piccole aperture verso il mare aperto. La prima è a 17 metri ed è abbastanza corta e larga. Ci porto i principianti e anche se non è molto impegnativa sento l’adrenalina crescere nelle loro mute. Piu giù ce n’è un’altra a circa 55 metri e ci vado solo con i colleghi istruttori, è lunga 12 metri, leggermente in salita e larga poco meno di un metro di diametro con sporgenze che obbligano a delle contorsioni per superarle. L’ultima apertura è sul fondo della botte, a circa 90 metri e ci si va solo con doppia bombola e non con aria compressa ma con miscela nitrox o arricchita. Blu hole si trova a Dahab, un villaggio berbero sul mare e tutta la zona è riserva marina controllata dalle guardie del parco. Sono diventato amico di una di loro, un pezzo di marcantonio egiziano di un metro e novanta, nero come il carbone che guarda caso si chiama Alì ( come altri sessanta milioni di suo concittadini ). Di solito quando porto i gruppi ad immergersi al Blu Hole chiedo al capitano delle guardie di farci accompagnare da Ali e cosi abbiamo già fatto tante immersioni insieme da poterci fidare l’uno dell’altro e ci capiamo al volo. L’altro ieri la giornata era moscia, come in tutti i fine settimana quando nei villaggi c’è chi parte e chi arriva e in nessuno dei casi c’è chi ha tempo per fare immersioni. Così decido di andare a trovare Ali e di farmi un tuffo con lui in santa pace. Una esperienza senza precedenti. Alì mi dice che conosce un percorso poco battuto e che il capitano gli ha chiesto di provarlo per vedere se puo diventare un futuro tour subacqueo per turisti. Dal villaggio, proprio davanti al Blu Hole scendiamo dalla Jeep e ci prepariamo. Bardati di tutto punto, con le pinne nelle mani e i calzari ai piedi ci incamminiamo sul bordo della spiaggia e percorriamo qualche cento metri fino ad una parete di calcare spiovente sul mare. Facciamo pochi passi sul reef e sulla parete noto tre lapidi: sono il ricordo di 5 subacquei che hanno tentato il Blu Hole a 90 metri e non sono piu risaliti. Non dico che mi agito ma la cosa neanche mi tranquillizza. Per scherzare dico ad Ali che non vorrei mai apparire su quel muro. Lui allarga le sue grandi labbra e sfodera quei 32 denti di porcellana in un sorriso silenzioso. Ancora due passi e si siede sul reef e comincia a infilarsi le pinne. Non vedo proprio dove vuole immergersi, infatti il reef prosegue compatto per altri 10 metri tutto intorno a noi. Ali capisce il mio stupore e mi indica una pozza d’acqua non piu larga di 60 centimetri. Per farvela breve ci siamo calati nella pozza uno alla volta, prima lui ovviamente, e quando l’ho visto scomparire l’ho seguito. A circa tre metri sotto il livello c’era un piccolo slargo e come da istruzioni di Ali mi capovolgo e scendo di testa compensando ogni metro e facendo attenzione a non far impigliare il Gav e le fruste dell’erogatore nei tanti spunzoni. Un tunnel largo come un tubo dell’acqua che si vedono negli scavi cittadini e profondo 27 metri. Bello e terribile. Al fondo del tunnel il tubo piega verso il mare aperto con una leggera fenditura sulla testa, come se fosse un tratto di acquedotto romano fino a sfociare nel mare aperto. Mi sono sentito come una palla di cannone che corre lungo l’affusto e il mare è stato come il cielo aperto. Comunque poi tutto è filato liscio e siamo entrati nel blu Hole a – 55 e siamo risaliti proprio davanti alla nostra Jeep. Credo che Ali abbia fatto rapporto al capitano, ma non penso che altri faranno quello che abbiamo fatto noi. Per altro verso il capitano mi ha chiesto se voglio arruolarmi come volontario nelle guardie del parco del Sinai. Se non avessi Bj che mi aspetta e che non vedo l’ora di rivedere forse accetterei. Magari mi farei chiamare Alì. 




permalink | inviato da il 23/12/2003 alle 17:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

18 dicembre 2003

Scusate il ritardo

Sono circa 15 giorni che non entro nel blog e di cose ne sono successe tante. Innanzitutto sono arivato a destinazione, sulla punta della penisola del Sinai poco distante da Sharm e ho cominciato a lavorare con i soliti italiani in vacanza, pochi americani, niente giapponesi. Mi sa che siano ancora gli effetti della guerra e anche se gli egiziani se ne sono tenuti fuori, almeno formalmente, qui non c'è il clima di felice spensieratezza degli anni scorsi. Anche Smaila, il sopravvissuto dei gatti di vicolo miracoli, nel suo locale notturno di Sharm sembra non riesca a fare il pieno tutte le sere. Per contro ho potuto scegliere la mia sistemazione tra diverse offerte e sono addirittura riuscito a trovare un buco vista mare. I collegamenti fanno schifo, ma questa non è una novità, e costa un botto collegarsi. Non potrò quindi permettermi tanti post e tanti commenti, ma farò il possibile per raccontare quello che vedo e provo. Ma una cosa mi preme dirla prima di tutte nel poco tempo che mi resta: è proprio vero che la lontananza rafforza la passione. Da quando sono partito non faccio che pensare a Bj, non vivo senza lei, e qualunque cosa lei abbia potuto pensare dei miei silenzi, incontrarla è la cosa piu bella che mi sia capitata. 




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1 dicembre 2003

Una donna speciale da primato.

Gertrude Ederle, è stata la prima donna ad attraversare il canale della Manica a nuoto. E' morta a New York all'età di 98 anni.
La Ederle viveva negli Stati Uniti e, nel lontano 6 agosto 1926, aveva attraversato la Manica dopo una nuotata di 14 ore e 30 minuti, prima donna della storia. Prima di lei solo cinque uomini erano riusciti nell'impresa ed il suo record ha resistito per ben 24 anni, fino al 1950 quando Florence Chadwick aveva abbassato il limite della Ederle,
portandolo a 13 ore e 20 minuti. Avevo letto molto di lei e mi era sembrata una donna speciale. Mi dispiace non averla conosciuta di persona. Donne così non se ne trovano tante.

      




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28 novembre 2003

Mi sento piu libero

Quello che è accaduto in questi ultimi quindici giorni, con la tragedia di Nassirya e la visita di Fini a Gerusalemme, rappresenta a mio avviso una tappa indelebile nella crescita democratica delle coscienze degli italiani. Come in tutte le cose della vita, crescere è anche un po’ soffrire. Nel dolore, nell’accendersi delle passioni, nell’emergere delle contraddizioni nasce il germe della riflessione, della critica e autocritica, la maturazione di una coscienza. Quando il conflitto entra nelle case, tra figli e genitori, fa capolino nelle discussioni mentre sei tra le braccia di chi ami, come sono io in questo momento, allora vuol dire che qualcosa di profondo si sta verificando in milioni di uomini e donne. E leggendo i blog, le lettere ai giornali, ascoltando i capannelli nei bar e nei mercati, è proprio questo che sta avvenendo in questi giorni. Nassirya ci ha fatto scoprire un sentire nazionale comune e le parole di Fini ci hanno forse fatto fare i conti con un ultimo brandello del nostro passato. Mio nonno è stato perseguitato dalle leggi speciali del fascismo e confinato in sardegna, mio padre è stato partigiano combattente nelle Brigate Garibaldi, mia madre era staffetta gappista, e nella nostra casa  abbiamo dato nascondiglio ad una famiglia di ebrei. Appartengo quindi a coloro che stavano dall’altra parte della barricata rispetto al papà di Immenso e al suo amico Andrea di cui ci racconta in un bel post. Capisco il dolore e la rabbia di alcuni che si sentono traditi da Fini. Anni fa ho vissuto al fianco di vecchi partigiani le ore della caduta del comunismo e ho visto scorrere le loro lacrime sincere. Si parlò anche allora di tradimento della memoria di coloro che erano caduti per quel ideale. E anche allora ci fu qualcuno che si rifiutava di credere ai gulag e alle atrocità commesse in nome di quell’ideale. Mi permisi allora con i miei amici ex partigiani e mi permetto oggi con i reduci di salò di affermare che quello per cui loro si sono battuti non era certo quell’ideale macchiato di sangue che poi si è dimostrato essere il comunismo e il fascismo. E che se vogliamo onorare quei giovani caduti dobbiamo tutti smascherare una volta per sempre l’inganno delle ideologie, per impedire ad altri giovani la stessa fine, come invece sta avvenendo per migliaia di giovani islamici. Dire e scrivere queste cose è doloroso anche per me e per la memoria dei miei cari e Bj che mi ha spinto a farlo lo sa bene. Ma lo faccio perché da oggi mi sento più libero, sento che il mio paese sta crescendo, e anche il mio voto ha molte piu alternative. Da oggi potrei votare AN senza che i miei morti si rivoltino nella tomba.




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26 novembre 2003

Aforisma della sera

Pensavo alle parole pronunciate da Fini e leggevo i commenti che hanno scatenato. Sinceramente sono lieto di quelle parole e che comunque siano state pronunciate, qualunque sia lo scopo o l'utilità che esse possano avere per chi le ha dette. E non avendo molto da fare in queste giornate piovose passo il tempo a sfogliare libri e tra questi mi è saltata agli occhi una frase che lancio come aforisma della sera:


Poichè un politico non crede mai in quel che dice


quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso


Generale Charles De Gaulle.




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26 novembre 2003

I figli pagano per le colpe dei padri ?

Ieri ho riportato in un post il commovente ultimo saluto di Bobo al padre morente. Volevo riportare l'attenzione su di una vicenda, quella di Craxi, che ha diviso e divide ancora l'Italia, ma volevo farlo facendo riscoprire a tutti noi la fragilità dell'uomo, anche il piu grande e importante davanti alla morte. Non so se il grande genitore sia piu vittima o colpevole, ma so per certo che Bobo ha tutta la mia stima e ammirazione come uomo e come figlio. Oggi ci ritorno con un fatto di cronaca. Luisa, 14 anni era affacciata alla finestra di casa sua, la notte stava scendendo nel paesino sardo, quando è stata investita da un grumo compatto di pallettoni di ferro che l'hanno uccisa all'istante. Luisa non aveva colpe se non di essere la figlia di un bandito, da tempo in carcere per il rapimento e per la mutilazione del piccolo Farouk Kassam. Nessun paragone tra i due episodi ma solo tre vite stuprate, quella di Bobo, di Luisa e di Farouk. Mi ritorna in mente una frase di Gide : "Saggio è colui che si stupisce di tutto".




permalink | inviato da il 26/11/2003 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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